Dichiarazioni

Martedì 28 febbraio 2012: Primarie del centrodestra. Antonio Agazzi ha presentato la propria candidatura. Raccolte oltre 200 firme, la commozione ed il richiamo ai 'liberi e forti' di don Sturzo.



Gentilissimi operatori dell'informazione,

oggi pomeriggio formalizzerò la mia candidatura a Sindaco di Crema, nel senso che depositerò le firme raccolte a corredo della mia disponibilità a partecipare alle consultazioni primarie, in programma Domenica 11 Marzo 2012.
Vi ho convocati, con qualche elemento di originalità, nella speranza che i versi di Costantinos Kavafis Vi trasmettessero il senso più vero e le motivazioni più profonde che sono alla base della mia decisione: l'amore per la "mia" città, che sono convinto meriti una svolta, un cambiamento netto delle logiche, dei metodi e delle classi dirigenti politico-amministrative.
Chi mi conosce - e i cremaschi, da tempo, hanno avuto la possibilità di misurare e valutare la mia condotta - sa che all'esercizio anche duro del potere - tipico di un certo modo di fare "politica" - ho sempre opposto un saldo ancoraggio ai valori.
Faccio politica - ovvero mi occupo della "polis", della "città dell'uomo" - sorretto unicamente da quello spirito di servizio e da quel senso del bene comune che ho mutuato da una solida formazione cristiana.
Mi onoro di appartenere al novero di coloro che, sturzianamente "liberi e forti", hanno una sola stella polare, un solo interesse: quello dei propri concittadini.
Ecco perchè ho deciso che se i cremaschi - in occasione delle Primarie di Domenica 11 Marzo e poi, eventualmente, alle Elezioni Comunali del 06 Maggio - non si lasceranno sfuggire l'opportunità di premiare questo mio stile, questa mia disponibilità a servirLi, in qualità di nuovo Sindaco di Crema, eserciterò tale funzione a tempo pieno, chiedendo l'aspettativa all'Università Cattolica di Milano.
Per cinque anni, i miei concittadini saranno il mio nuovo "datore di lavoro"; le risorse umane del nostro Comune avranno un punto di riferimento assolutamente presente.
Il mio metodo di governo sarà conseguente rispetto a una mia radicata convinzione: non si governa una città dall'alto, la si fa crescere dal basso, con il concorso di tutti, cittadini, famiglie, associazioni, aziende, scuole; il mio compito, il compito della politica, sarà di offrire un sostegno al fiorire delle iniziative pensate dai o insieme ai cittadini.
Certo, Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale si assumeranno in pieno le responsabilità che la democrazia rappresentativa attribuisce loro; ma le decisioni saranno sempre, argomentate e confrontate con i cittadini, i quartieri, le associazioni, le categorie economiche.
La trasparenza amministrativa, l'impiego oculato e rigoroso delle risorse pubbliche - dovere morale, prima ancora che esigenza imposta dalla delicata congiuntura economico-finanziaria che coinvolge anche gli Enti Locali - saranno per me un "imperativo categorico".
Striderebbe, infatti, con la mia coscienza non utilizzare nel migliore dei modi i denari dei miei concittadini, dei contribuenti di Crema, di coloro che, non senza sacrificio, sono chiamati a redistribuire una parte dei proventi del Loro lavoro imprenditoriale, artigianale, commerciale, dipendente.
Gli investimenti dei privati, in opere di grande rilevanza che arrechino beneficio alla città e al territorio - Crema non deve mai dimenticare che ha l'onore e l'onere di garantire anche servizi a valenza comprensoriale -, non solo non saranno ostacolati ma, se possibile, saranno incentivati, sempre con l'attenzione rigorosa a conseguire ritorni e contropartite adeguate per la collettività.
Del resto qual'è il compito di un Comune se non mediare tra interessi legittimi e far si che nessuno di essi si affermi contro l'interesse pubblico, sempre preminente?
Il rapporto con la Diocesi - autentica "anima" della comunità civile di Crema - sarà all'insegna di una collaborazione feconda e grata per tutte le opere che la comunità cristiana offre ai nostri concittadini, in campo educativo, ricreativo, assistenziale, caritativo.
Se le Primarie mi designassero candidato Sindaco - in rappresentanza delle forze che, a livello locale, si riconoscono nella grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo - avrei l'occasione di contribuire, dal basso, a edificare una prospettiva unitaria che, a mio giudizio, non potrà che dischiudersi anche a livello nazionale, una volta superata la fase del Governo dei tecnici guidato dal Prof. Mario Monti.
Ma non mi fermerei qui: in un momento in cui la fiducia e la stima dei cittadini nei riguardi della politica è a livelli minimi, mi piacerebbe che la mia disponibilità a servire Crema incoraggiasse l'impegno civile di tanti miei concittadini che - animati da sincera passione per il bene comune - faticassero a riconoscersi nell'attuale "offerta politica" nazionale e locale; mi piacerebbe contribuire a riconciliare i cittadini con la politica, farla percepire come occasione di servizio al prossimo.
Ecco perchè proverei a favorire formazioni civiche, capaci di portare in Consiglio Comunale e in Amministrazione contributi che, diversamente, rimarrebbero ai margini, comunque rischierebbero di essere meno incisivi: io so che Crema ne ha, invece, immensamente bisogno.
Diceva il compianto Sen. Mino Martinazzoli: "servono uomini nuovi per fare cose nuove".
Grande verità, anche per Crema, luogo in cui la politica deve rigenerarsi, così come l'amministrazione della cosa pubblica.
Di ciò mi piacerebbe essere strumento.
La mia candidatura ha proprio l'ambizione di inaugurare una stagione di rinnovamento, per il bene di Crema.
E siccome sono pur sempre il Presidente uscente del Consiglio Comunale cittadino, prometto ai cremaschi che - se eletto Sindaco - sarò davvero il Sindaco di tutti, come credo di poter dire, in serena coscienza, di essere stato il Presidente di tutti.

Antonio Agazzi


No al razzismo 1989-2009. Dopo Berlino facciamo cadere il muro del razzismo. 30 Sindaci Cremonesi aderiscono al documento " Una sola è la famiglia umana: per una carta democratica del nostro Futuro Comune."

Si è svolta Domenica 8 novembre , nel Salone dei Quadri del Comune di Cremona, l’iniziativa promossa da Caritas , ACLI, dal Movimento Federalista Europeo, con il patrocinio del Comune di Cremona. L’iniziativa ha avuto il compito di presentare la bozza de "La Carta democratica del nostro Futuro Comune" che, fino a oggi, è stata sottoscritta da circa 30 Sindaci della Provincia di Cremona. A rappresentare il Sindaco di Crema il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Agazzi.

Di seguito il resoconto video del Suo intervento.


Dichiarazione sul caso Englaro del Presidente del Consiglio Comunale

Il tema della vita nascente e della vita che volge al termine è sicuramente uno dei più delicati dal punto di vista etico, giuridico e politico. Sul piano personale le mie convinzioni mi portano a un atteggiamento di grande rispetto nei confronti della tutela dell'esistenza umana dal principio alla sua conclusione naturale. Le mie convinzioni, tuttavia, non sono ovviamente le convinzioni di tutti; urge quindi che il legislatore (il parlamento) colmi qualche vuoto normativo, per esempio con una legge relativa al testamento biologico, come autorevolmente sollecitato anche dal Presidente della Repubblica.

da www.cremaonline.it di Domenica 8 febbraio 2009


Un giudizio su Bruno Bruttomesso

Lo conosco da tantissimi anni e non faccio fatica a dire che Gli voglio anche bene. E' una persona di grande equilibrio e di indiscutibile signorilità. Se diventasse Sindaco saprebbe tenere unita la Sua comunità, in modo sicuramente eccellente.
Diversamente da Gianni Risari, non è politicamente vetusto.
E' più giovane, politicamente, più ingenuo, meno smaliziato e, forse, proprio per questo piace alla gente.
Ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale durante l' Amministrazione Giovinetti; l' ha rifatto con la prima Amministrazione Ceravolo, con il consenso unanime della maggioranza di centro-sinistra, proprio in ossequio alle doti prima richiamate, riconosciuteGli dal centro-sinistra di allora.
Oggi il centro-sinistra, per il più classico gioco delle parti, sui propri giornali, Lo attacca, senza gran buon gusto, dipingendoLo solo come compartecipe dell' esperiena amministrativa della Lega ai tempi di Giovinetti Sindaco.

da "in Primapagina" di Venerdì 20 aprile 2007


Un giudizio su Gianni Risari

Do un giudizio un po' birichino, che mi affiora dalla memoria. Il 18 gennaio 1994, dopo aver sciolto la D.C., Mino Martinazzoli fondò il Partito Popolare Italiano, concependolo come partito di centro, alternativo sia alla sinistra guidata da Achille Occhetto, sia al Polo delle Libertà e del Buon Governo, creato da Silvio Berlusconi.
Il nuovo sistema elettorale - maggioritario uninominale - richiedeva, tuttavia, la capacità di aderire ad alleanze solide.
Martinazzoli e Segni scelsero di correre in orgogliosa solitudine. Non andò bene.
Sempre il 18 gennaio 1994, alcuni dirigenti ex-D.C. - Pierferdinando Casini, Clemente Mastella, Ombretta Fumagalli Carulli, Francesco D'Onofrio, Sandro Fontana...-, non aderendo al P.P.I. , fondarono il C.C.D. e si schierarono con il Polo delle Libertà e del Buon Governo di Silvio Berlusconi.
Ricordo ancora oggi il pesante giudizio politico di Risari su di Loro: "I nostri stracci sventolano su altre bandiere".
A me è toccato, durante le Elezioni Politiche ultime scorse, di passare in P.zza Duomo a Crema e di vedere Gianni Risari sul palco con Piero Fassino e tutto il gruppo dirigente dei D.S., con il quale sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico che, in seno al Parlamento Europeo, potrebbe finire per collocarsi nell' ambito del P.S.E. (Partito Socialista
Europeo).
E' stata una sorta di nemesi "storico-politica". Ci vuole più prudenza nel giudicare la corerenza degli altri. Casini, per esempio, rimane il leader della U.D.C. e rappresentante di
spicco del Partito Popolare Europeo, di cui fa parte anche Forza Italia.
Risari lo sottovaluta, ma tanta gente mi ferma e si meraviglia di veder campeggiare il Suo nome sui manifesti di Rifondazione Comunista.

da "in Primapagina" di Venerdì 20 aprile 2007



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