Lista lettere

> Crema perde tribunale, stazione e ospedale. Le preoccupazioni di Agazzi: "Territorio declassato. La Bonaldi faccia valere i diritti dei cremaschi"
> ‘Pd ora paladino della lotta alla ludopatia, ma sale Bingo create da D’Alema”
> Ludopatia, Agazzi: «Ottima la mozione del M5S, ma il Pd non se ne prenda il merito»
> LA POLEMICA. IL CENTROSINISTRA E IL M5S HANNO DEPUTATI E SENATORI: TUTELINO MEGLIO IL TERRITORIO
> Crema perde autonomia e vince la rassegnazione
> Tribunale di Crema salvabile. Pizzetti è disponibile?
> Perchè il PD non "salva" il tribunale di Crema?
> Un bilancio dei primi mesi della giunta Bonaldi
> Silenzio durante le elezioni, ora è una priorità
> Microcriminalità
> Agazzi: «Io ho raccontato la verità, ma Pizzetti dov'era?»
> Chiusura del tribunale, Agazzi: «Per caso Pizzetti si aspettava un applauso?»
> Bonaldi cambia opinione sul candidato Sindaco del Pdl
> Le Primarie aperte del PdL
> Nessuna autobocciatura, Bruttomesso non si ricandida per ragioni personali
> Io, del Pdl, 3 volte contro l'amianto
> Tensione nella maggioranza. Agazzi scrive a Bruttomesso
> Se a Crema il Barbarossa batte i pendolari
> Scambio epistolare tra Antonio Agazzi e Gianni Risari
> Don Sturzo: l'attualità di "uomini liberi e forti" a novanta anni di distanza
> Appello in difesa della fascia dei fontanili e delle risorgive
> Riduciamo i membri dei c.d.a. delle "partecitate" e i relativi compensi
> Proposta di intitolazione di una Via o Piazza di Crema a Sergio Ramelli
> Crocifisso ligneo del '500 in Aula degli Ostaggi
> Auguri del Presidente del Consiglio provinciale
> I valori non negoziabili
> Il governo Berlusconi
> Pendolarismo
> Al sindaco Ceravolo
Lettere

L'inviato
martedì 28 maggio 2013

Crema perde tribunale, stazione e ospedale. Le preoccupazioni di Agazzi: "Territorio declassato. La Bonaldi faccia valere i diritti dei cremaschi"

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Crema Oggi
giovedì 23 maggio 2013

‘Pd ora paladino della lotta alla ludopatia, ma sale Bingo create da D’Alema”

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Mondo Padano
giovedì 23 maggio 2013

Ludopatia, Agazzi: «Ottima la mozione del M5S, ma il Pd non se ne prenda il merito»

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La Provincia
mercoledì 15 maggio 2013

LA POLEMICA. IL CENTROSINISTRA E IL M5S HANNO DEPUTATI E SENATORI: TUTELINO MEGLIO IL TERRITORIO

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La Provincia
sabato 11 maggio 2013

Crema perde autonomia e vince la rassegnazione

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La Provincia
Sabato 2 marzo 2013

Tribunale di Crema salvabile. Pizzetti è disponibile?

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Il Piccolo
Sabato 2 marzo 2013

Perchè il PD non "salva" il tribunale di Crema?

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Crema Oggi
Sabato 27 ottobre 2012

Un bilancio dei primi mesi della giunta Bonaldi

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Il nuovo Torrazzo
Sabato 20 ottobre 2012, pagina 11

Un centro culturale arabo?
Silenzio durante le elezioni, ora è una priorità

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Il nuovo Torrazzo
Sabato 20 ottobre 2012, pagina 6

Microcriminalità

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Crema Oggi
Martedì 4 settembre 2012

Agazzi: «Io ho raccontato la verità, ma Pizzetti dov'era?»

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Crema Oggi
Giovedì 23 agosto 2012

Chiusura del tribunale, Agazzi: «Per caso Pizzetti si aspettava un applauso?»

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Welfare Network
Mercoledì 14 marzo 2012

Bonaldi cambia opinione sul candidato Sindaco del Pdl

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La Provincia
Mercoledì 7 marzo 2011, pagina 12

Nessuna autobocciatura, Bruttomesso non si ricandida per ragioni personali

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Crema Oggi
Lunedì 5 marzo 2011

Crema, le primarie aperte del Pdl un modo per crescere

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La Provincia
Lunedì 5 dicembre 2011

Io, del Pdl, 3 volte contro l'amianto

Gentilissimo direttore,
nel condividere molte considerazioni da lei sviluppate nell'editoriale titolato 'Discarica si faccia pulizia fino in fondo', sono a puntualizzare un particolare che, evidentemente, non le era noto. Lei scrive «a questa logica aberrante si sono piegati rappresentanti degli enti locali... che hanno ripetuto alla nausea il mantra della sicurezza garantita dall'amianto smaltito in discarica». E ancora: «Siamo rimbalzati sul muro di gomma che gli esponenti locali di Pdl e Lega avevano alzato attorno al progetto e che il presidente della Provincia di Cremona ha incrinato quando ormai i giochi erano fatti». Infine: «E' fallito anche il nostro proposito di creare un dibattito sulla vetrificazione, il nuovo metodo di smaltimento che rende inerte l'amianto e ne annulla la pericolosità...».

Arrivo alla precisazione: quando un odg che proponeva, appunto, l'alternativa della vetrificazione - presentato dal consigliere Dusi - è giunto al vaglio del Consiglio provinciale di Cremona, il sottoscritto, distinguendosi dal proprio gruppo e dalla maggioranza consiliare, votò a favore, criticato sulle colonne del quotidiano da lei diretto da un dirigente del Pdl; per ben due volte, isolato nel proprio orientamento di voto, Antonio Agazzi non ha partecipato al voto, anche recentissimamente. Ho votato solo l'ordine del giorno che proponeva l'individuazione di alternative a Cappella Cantone. Tanto dovevo, perché è già difficile rimanere sempre soli su questioni tanto delicate... almeno non si ometta di riconoscere il merito di chi ci prova.

Antonio Agazzi
(consigliere provinciale Pdl, Crema)

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Crem@ on line
Mercoledì 20 luglio 2011, di Andrea Galvani

Tensione nella maggioranza. Agazzi scrive a Bruttomesso: "il dialogo e la mediazione possono risolvere i problemi di una coalizione, le rigidità possono arrivare anche a dissolverla"

Crema - "Caro Sindaco, ti disturbo - forse in giornate un po' inappropriate, sul piano personale e di ciò mi scuso - perchè reputo che alcune urgenze politico-amministrative non possano prescindere dalla funzione del responsabile primo dell'Amministrazione Comunale di Crema, il Sindaco appunto, il quale è anche, notoriamente, guida politica della coalizione pro tempore al governo della città".

Confronto
Si apre con queste parole la lettera inviata dal presidente del consiglio comunale di Crema, Antonio Agazzi, al primo cittadino Bruno Bruttomesso: "E' innegabile - prosegue Agazzi - che il confronto politico in atto - avente per oggetto gli assetti in seno alle Società Partecipate - abbia palesato serie difficoltà a dialogare in termini costruttivi tra le forze politiche che sorreggono, con il Loro voto in Consiglio Comunale, l'Amministrazione che hai l'onore di presiedere".

Equilibrio
Secondo il presidente del consiglio comunale "quando le rappresentanze politiche faticano a trovare soluzioni condivise chi riveste responsabilità istituzionali ha, in qualche misura, il dovere di provare ad aiutare il confronto, esercitando la propria funzione auspicabilmente equilibratrice; nella consapevolezza che il dialogo e la mediazione possono risolvere i problemi di una coalizione, le rigidità possono arrivare anche a dissolverla".

Collegio
"Muovendo da tali convinzioni, mi permetto di chiederTi di valutare la possibilità di convocare una riunione di maggioranza che coinvolga i Tuoi collaboratori di Giunta Municipale, i Consiglieri Comunali della coalizione che sostiente l'Amministrazione che dirigi, nonchè i responsabili politici delle formazioni che Li hanno espressi. Confidando nella Tua consueta saggezza - chiude Agazzi - a disposizione come sempre, cordialmente Ti saluto".

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Il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Agazzi replica alle critiche mosse dal Direttore de “La Provincia” all’adunanza del Consiglio Comunale di Crema del 10 febbraio 2009

Se a Crema il Barbarossa batte i pendolari

Stim.mo Direttore,
ho letto, con il consueto interesse che riservo al “punto” del Direttore de “La Provincia”, le riflessioni “sui compiti affidati a chi amministra le nostre municipalità” ispirateLe – e di questo mi dispiaccio – dall’adunanza del Consiglio Comunale di Crema del 10 febbraio u.s..
Un’adunanza – lo dico in premessa – di cui io pure non vado particolarmente orgoglioso, nella consapevolezza che abbiamo scritto e continueremo a scrivere pagine più qualificanti.
Provo, tuttavia, a fornire a Lei e ai lettori del quotidiano che dirige una serie di elementi che auspico possano contribuire a rendere meno severo il giudizio sulla “discussa” ultima riunione della nostra assise consiliare; ciò anche nella personale convinzione che sia compito che accomuna amministratori locali, che hanno l’onere primario, e operatori dell’informazione quello di fare il possibile per non incrementare la sfiducia dei cittadini all’indirizzo della politica e delle istituzioni.
E’, fortunatamente, riduttivo asserire che “in quel consesso due erano gli argomenti all’ordine del giorno: i guai dei pendolari afflitti dai disservizi ferroviari e le celebrazioni dell’850° anniversario dell’assedio portato a Crema…dal Barbarossa”; nel senso che l’o.d.g. recava iscritte sei interpellanze e altrettanti oggetti, tra mozioni e ordini del giorno.
Quattro interrogazioni su sei sono state evase: quelle dei consiglieri Claudio Ceravolo (in merito alla paventata alienazione del Centro di Incremento Ippico), Matteo Piloni (relativa al bando 2008 per l’erogazione di contributi per agevolare l’accesso alla proprietà della prima casa di abitazione), Emilio Pini (inerente la sicurezza o meno del sottopasso di S. Bernardino) e Stefania Bonaldi e Gianemilio Ardigò (incentrata sull’inquinamento da PM10 e biossido di azoto).
Si è, poi, affrontata la discussione di una mozione, da tempo protocollata dal Gruppo della Lega Nord, che proponeva di celebrare adeguatamente, nel corso del 2009, la ricorrenza degli 850 anni dell’assedio portato alla città di Crema da Federico Barbarossa; una discussione che ha consentito all’Assessore alla Cultura Renato Ancorotti di annunciare, tra le altre, due iniziative di qualità (le conferenze dei Professori Franco Cardini e Paolo Cesaretti); una discussione – è ben vero – che si è protratta in modo un po’ sorprendente ma che ha visto il Consiglio Comunale respingere – questo sottolineerei – l’emendamento, evidentemente provocatorio, del Capo Gruppo dei Verdi Ardigò, al quale soltanto era in capo la facoltà di ritiralo, evitando al Presidente dell’Assemblea di doverlo porre in votazione.
Mi sembra, quindi, di poter dire – sul piano politico – che il “localismo ottuso”, se mai avesse tentato di insinuarsi all’interno della nostra assise, sia stato “bocciato” dalla stessa.
Il Consiglio è, poi, proseguito con la trattazione della mozione – sempre presentata dal Gruppo della Lega Nord – a sostegno del disegno di legge delega di attuazione dell’art. 119 della Costituzione (quello, per intenderci, riguardante il federalismo fiscale): mozione rinviata, su richiesta del PD accolta dalla Lega Nord, all’esame della Conferenza dei Capi Gruppo, al fine di elaborare un testo la cui formulazione sia più puntuale e condivisa.
Abbiamo, infine, affrontato la mozione del Capo Gruppo dei Verdi Gianemilio Ardigò, relativa ai disagi che i pendolari delle linee Cremona-Milano e Cremona-Bergamo si trovano quotidianamente a patire, a seguito dei nuovi orari varati da Trenitalia.
E’ intervenuta la Giunta Municipale – attraverso l’Assessore Capetti – che ha espresso condivisione rispetto ai contenuti del documento sottoposto all’attenzione del Consiglio; il dibattito ha confermato tale corale attenzione, conferendo al Sindaco e alla Giunta di Crema – con l’approvazione unanime della mozione iscritta – un mandato pieno che starà all’Amministrazione, nell’ambito delle proprie competenze, di cercare di far fruttare, di concerto con la Provincia e la Regione.
Ribadisco, in conclusione, un auspicio che ci accomuna: quello che il Presidende del Consiglio Comunale – che è, inevitabilmente, un “notaio” – possa redigere o.d.g. sempre più rispondenti alle esigenze dei propri concittadini, con la collaborazione dei Consiglieri comunali e della Giunta, nell’ambito delle competenze consiliari, così come ridefinite dalla riforma Bassanini, avviata dallo Stato con la Legge n. 59 del 15 marzo 1997 e il Decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998.
Cordialità,

Antonio Agazzi
Presidente del Consiglio Comunale di Crema

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Crem@ on line
Venerdì 20 febbraio 2009, di Andrea Galvani

Beretta è impegnato, rinviata la commissione ambiente. Risari s'offende: “la presenza di Beretta non è indispensabile”. La replica di Agazzi: “è più che opportuna”

Crema - Slitta di una settimana la riunione della commissione Ambiente e Territorio. La versione ufficiale? “Impegni imprevisti dell’Assessore ai lavori pubblici”. Per Gianni Risari - capogruppo di Città Amica e Solidale - la presenza dell'assessore ai lavori pubblici “non è indispensabile”. Piccato, prende carta e penna e rende partecipe del proprio pensiero il presidente del consiglio comunale Antonio Agazzi (a destra nella foto), confidando nel suo innato equilibrio istituzionale.
Per Agazzi, che concorda con Risari per quanto concerne la centralità del Consiglio Comunale, la presenza di Beretta non può non essere indispensabile, bensì “più che opportuna”.
Non solo, dopo averne discusso con gli interessati, alla riunione della commissione Ambiente e Territorio del prossimo giovedì 26 febbraio, il presidente caldeggia la presenza degli assessori all'urbanistica e al bilancio: ovvero Massimo Piazzi e Cesare Giovinetti.
Risari, ancora scottato dalle due ore di dibattito sul Barbarossa dello scorso consiglio comunale, teme che la maggioranza stia cercando di rinviare il confronto sul superamento delle barriere ferroviarie. Il presidente del consiglio comunale si dice convinto del contrario, ribadendo: “rinvio che non drammatizzerei, non essendo il primo nella storia politico-amministrativa della città di Crema, solo e unicamente da imputare ad impegni imprevisti”.
In allegato la lettera di Gianni Risari e la risposta di Antonio Agazzi.

Files allegati:
La lettera di Risari
La risposta di Agazzi

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Il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Agazzi ricorda i 90 anni dell’ Appello di Don Sturzo “a tutti gli uomini Liberi e Forti…”

Il testo della lettera al sito www.vascellocr.it

Caro Direttore,
90 anni fa, il 18 gennaio 1919, a poca distanza dal Pantheon, nel cuore di Roma, veniva presentato l’ appello “A tutti gli uomini liberi e forti…” e, con esso, il testo definitivo del programma del P.P.I..
Un programma che si componeva di dodici punti e che ricevette non poche critiche dalla stampa laica, che lo accusava di genericità.
Forse solo Gramsci intuì pienamente gli elementi fortemente innovativi che tale evento portava con sé: era la prima volta, infatti, che il movimento cattolico italiano si rivolgeva non solo alla Chiesa e ai fedeli, ma indirizzava, per così dire in termini più ampi, un appello ai liberi, intendendo con tale espressione tutto il paese.
Si poneva, inoltre, fine alla questione romana e al famoso “non expedit”, ovvero all’ opposizione della Chiesa allo Stato liberale, avviando l’ ingresso dei cattolici nella vita politica italiana, attraverso lo strumento del Partito popolare, un partito che si dichiarava laico e aconfessionale.
Con il popolarismo Sturzo riportava all’ interno della società civile esigenze di libertà e solidarietà che erano proprie del mondo cattolico ma che egli riteneva dovessero e potessero divenire criteri di una moderna politica democratica.
Muoveva da un ambito ben preciso – quello cattolico – ma riusciva a trascenderlo, rivolgendosi, appunto, “a tutti gli uomini liberi e forti…”.
Rileggendo le tesi e gli scritti di Don Sturzo si rimane colpiti dalla straordinaria attualità del Suo pensiero, su tanti versanti, in primis quello della centralità che assegna al ruolo delle autonomie locali.
Nei mesi scorsi, a Crema, in Sala Consiliare, abbiamo ricordato il trentennale del martirio dell’ On. Aldo Moro, il 60 della Costituzione Repubblicana; reputo doveroso non omettere di rendere memoria anche di tale evento che molto a contribuito a segnare in senso democratico l’ evoluzione della nazione italiana.

Antonio Agazzi
Presidente del Consiglio Comunale di Crema

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Antonio Agazzi nel Comitato promotore dell' appello in difesa della fascia dei fontanili e delle risorgive del cremasco

Il testo dell'appello

La prevista cava di Caravaggio inserita nel "Piano cave della provincia di Bergamo" e localizzata nell'ultimo lembo di territorio bergamasco tra i comuni cremaschi di Capralba e Sergnano, secondo valutazioni tecniche e studi effettuati sia dal Settore Ambiente della Provincia di Cremona che dal "Consorzio di Miglioramento fondiario Adda - Serio" è destinata ad avere pesanti ricadute sul sistema idrico - irriguo del territorio della fascia storica dei fontanili e delle risorgive cremasche.
Riduzione delle portate d'acqua dei fontanili e alto rischio di inaridimento dei capifonte queste sono le conseguenze inevitabili se verrà realizzata questa grande cava a lago. Per questo si ritiene necessario aprire un dibattito tra Istituzioni, cittadini e realtà economiche - agricole per richiedere alla Regione Lombardia di stralciare la prevista cava di Caravaggio dal Piano cave bergamasco anche attraverso la sottoscrizione del seguente Appello. Entro ottobre, infatti, il Consiglio regionale è chiamato a discutere del Piano cave di Bergamo ed è necessario un coinvolgimento dei Sindaci, della Provincia, consiglieri regionali, cittadini, ambientalisti, esponenti del mondo agricolo, uomini di cultura, uomini di chiesa … affinché sia evitata una così invasiva manomissione del suolo in un'area agricola ed ambientale che sui fontanili e sulle risorgive ha fondato da secoli la fertilità della sua agricoltura.
Ci vogliamo rivolgere direttamente al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni perché riteniamo che i fontanili siano una risorsa insostituibile così come viene detto dalla Legge Regionale 16 giugno 2003 n.7 "Norme in materia di bonifica ed irrigazione" dove all'art. 14 si dice: (Progetto fontanili): "Ai fini della salvaguardia del sistema dei fontanili e dei colatori, in quanto componente essenziale dell'ambiente e del paesaggio nonché fattore indispensabile per il risparmio idrico, la Giunta regionale predispone un apposito progetto fontanili finalizzato alla loro conservazione e valorizzazione".
La difesa dei fontanili significa, oggi, conservare l'ambiente come ci è stato tramandato da generazioni di contadini ed agricoltori che hanno fatto un uso sapiente del territorio. Inoltre, vogliamo ricordare che le province di Bergamo e Cremona, sia pur distinte, amministrativamente, sono, in realtà, "una sola provincia idrografica dalle Alpi Orobie al fiume Po" e che tutto ciò che viene realizzato a monte ha effetti diretti su chi vive a valle.

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Il Presidente del Consiglio Comunale di Crema Antonio Agazzi scrive al Suo omologo Provinciale Roberto Mariani: "Riduciamo i membri dei c.d.a. delle "partecitate" e i relativi compensi"

Gent.mo Presidente del Consiglio Provinciale di Cremona,

prima delle vacanze estive, Ella ha avuto la cortesia di venire in Municipio a Crema a portare un gradito saluto "istituzionale" alla mia persona, naturalmente in considerazione dell' analoga funzione di garanzia che siamo stati chiamati a interpretare, con esordio in tempi diversi, dalle reciproche assemblee elettive.
L' incontro, alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Crema Dott. Bruno Bruttomesso, non è stato solo formale.
Abbiamo, insieme, brevemente ma significativamente, affrontato anche il tema dei "costi della politica", che oggi è, doverosamente, al centro del dibattito all' interno delle Istituzioni, tra le forze politiche, sui media.
Dico doverosamente perchè, alieno come sono da ogni forma di demagogia e di qualunquismo "antipolitico" o "antipartitico", sono, tuttavia, convinto che una politica mediamente sana debba trovare in se stessa gli "anticorpi" che Le consentano di non sottovalutare l' insofferenza che può ingenerare nella pubblica opinione, laddove venga percepita come "casta" arrogante, invasiva, sorda alle istanze dell' elettorato, inutilmente "costosa".
La credibilità della politica "sostiene" la solidità delle democrazie.
Ecco perchè occore, a mio sommesso avviso, agire, e anche piuttosto celermente, ciascuno facendo la propria parte, nell' ambito in cui è chiamato a operare.
L' ha pienamente compreso il Consiglio Provinciale di Milano che, passando dalle parole ai fatti, con voto bipartisan, all' unanimità dei presenti, ha approvato un ordine del giorno che dà mandato alla Giunta di effettuare la riduzione sia del numero dei membri che siedono nei c.d.a. delle "partecipate", sia dei relativi compensi, anche sulla base di quanto stabilito dal decreto Lanzillotta.
ScrivendoLe, in forma pubblica, intendo, evidentemente, aiutare un trasparente, costruttivo e pubblico dibattito sul tema, per la verità in parte già in atto.
Nella speranza che anche noi ci si coordini e si passi dalle parole ai fatti.
Con sincera stima e viva cordialità,

Antonio Agazzi
Presidente del Consiglio Comunale di Crema

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Proposta di intitolazione di una Via o Piazza di Crema a Sergio Ramelli. Lettera di un cittadino al Presidente del Consiglio Comunale, che scrive al Sindaco

Stim.mo Sig. Sindaco del Comune di Crema
Dott. Bruno Bruttomesso

Caro Sindaco,
ricevo la riflessione sottostante - che Ti "giro" - perchè Tu abbia un elemento di valutazione ulteriore - rispetto a quelli che già avrai acquisito - in merito alla proposta, a Te pervenuta, di intitolare a Sergio Ramelli una Via o Piazza di Crema.
E' importante, a mio giudizio, - specie quando talune proposte rischiano di riaprire ferite mai completamente sanate - assumere come criterio guida quello di concretizzare proposte che uniscano una comunità, non proposte che ingenerino rinnovate polemiche e divisioni.
Affido alla Tua saggezza e al Tuo equilibrio il senso di queste considerazioni, perchè Tu, molto liberamente, ne tenga conto, se lo riterrai.
Cordialità,

Antonio Agazzi.
Presidente del Consiglio Comunale di Crema

La lettera di Tiziano Ferla

Scrivo all'amico, ma soprattutto al Presidente del Consiglio Comunale di Crema. Come ben tu saprai è stata inviata una missiva al nostro Sindaco, con alcune firme, che recita così:

In nome di una pacificazione nazionale
Che accomuni in unica pietà
I morti di un periodo oscuro della nostra storia
E come monito alle generazioni future
Affinché simili fatti non abbiano più accadere.

L'obiettivo è di intitolare una via o una piazza ad un militante neofascista, caduto in disgrazia, per la viltà degli uomini, ma pur sempre schierato apertamente a fianco di un'ideologia che ha causato morte, discrimazione e violenza. Ideologia che lui sosteneva come membro del FdG, vale a dire la scuola dei giovani fascisti. Credo che oggi, anniversario della strage di Bologna, della quale conservo un ricordo vivo, essendo passato pochi giorni dopo dalla stazione durante le vacanze, mai richiesta sia più fuori luogo. Se vogliono riappacificare, abbiano il coraggio, prima, di chiedere perdono e provare rimorso. Si intitoli, piuttosto, una via o una piazza alle vittime del terrorismo che ad oggi non hanno ancora ricevuto giustizia.

Confido nel tuo impegno e cordialmente ti saluto.
Ferla Tiziano

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in Primapagina

"Crocifisso ligneo del '500 in Aula degli Ostaggi". Lettera del Presidente del Consiglio Comunale Antonio Agazzi

Gentilissimo Direttore,

in merito all' intervenuta collocazione del Crocifisso ligneo del '500, in Sala Consiliare, chiedo la cortese ospitalità del settimanale da Lei diretto per effettuare alcune puntualizzazioni, mi auguro conclusive: il 16.07.2007 la mia richiesta al Sindaco e all' Assessore Ancorotti è stata,  molto semplicemente,  quella di posizionare in Sala Consiliare un simbolo così artisticamente pregevole e denso di significati - per chi ha il dono della fede, ma anche per chi arriva a riconoscerne l' oggettiva importanza sul piano delle radici della nostra cultura nazionale e non solo - una volta effettuato un passaggio informativo preliminare davanti ai Capi Gruppo Consiliari, che per altro erano  già convocati per Lunedì 23.07, alle ore 18.30.
Questo perchè l' Aula Consiliare è luogo d' incontro di tutte le sensibilità politiche e culturali presenti tra i nostri concittadini ed espresse, anche recentemente, attraverso le Elezioni Amministrative, momento principe di svolgimento di una democrazia rappresentativa, a livello locale.
Mi sembrava doveroso informare tutti i Gruppi Consiliari e non metterli di fronte al fatto compiuto. 
Ho sempre ribadito che non era necessaria, al Presidente del Consiglio Comunale di Crema, un' adesione unanime, perchè tale proposta si concretizzasse : era sufficiente una preventiva, corretta informativa e la verifica di un orientamento prevalente  - di cui, per altro, non dubitavo, ma che doveva correttamente esplicitarsi - nella direzione legittimamente auspicata dall' Amministrazione Comunale di Crema e dal Suo Sindaco.
Era un percorso - quello che chiedevo - non teso a "tergiversare"; finalizzato, anzi, a rendere, spero, un buon servizio a un "segno" di così grande rilievo, che non meritava, a mio giudizio, di essere fatto oggetto di eccessive polemiche politiche tra schieramenti.
Un percorso, insisto, saggio ed equilibrato, al solo scopo di non porre le premesse perchè si materializzasse una discussione sterile e inopportuna. E la Conferenza dei Capi Gruppo, coinvolta sul tema, è stata, infatti, all' altezza della situazione. Il "viatico" è stato amplissimo, con accenti diversi, ma improntati a sostanziale unitarietà.
Dal Consiglio Comunale del 24 luglio u.s., il Crocefisso ligneo del '500, in precedenza allocato presso il Museo Civico e individuato dall' Assessore alla Cultura Renato Ancorotti, fa bella mostra di sè in Aula degli Ostaggi, in attesa di essere sottoposto, in tempi brevi, al trattamento conservativo e manutentivo, di cui necessita e che è stato concordato con il Funzionario della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Mantova.
Mi addolora il fatto che il messaggio veicolato, specie dalla Vostra locandina: "Agazzi rimanda il Crocefisso al Museo", possa aver urtato, in qualche modo, la sensibilità della nostra gente, in special modo del mondo cattolico.

Cerchiamo di spiegarci meglio, in futuro.

Con immutata cordialità,

Antonio Agazzi
Presidente del Consiglio Comunale di Crema

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Provincia di Cremona
Il Presidente del Consiglio provinciale, Roberto Mariani, scrive al neoeletto Presidente del Consiglio Comunale di Crema, Antonio Agazzi

Con la presente Le porgo i più sinceri complimenti ed un sentito augurio di buon lavoro per l'importante incarico che Le è stato conferito di Presidente del Consiglio comunale della città di Crema. Incarico, a mio avviso, importante, a tutela dei Consiglieri e delle Assemblee elettive, messe in forte discussione in questi ultimi mesi, a volte anche in maniera ingiustificata.
Certo che saprà svolgere il suo importante ruolo con capacità e professionalità, Le rinnovo gli auguri per un sereno e proficuo lavoro.

Auspicando un cordiale incontro, porgo i migliori saluti.

Roberto Mariani

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Il Nuovo Torrazzo

I valori non negoziabili e la mediazione politica

Recenti e “impegnativi” pronunciamenti del magistero sociale della Chiesa, oltre a suscitare – come è inevitabile – un dibattito anche vivace, non possono non interpellare, e magari anche un po’ inquietare, i cattolici impegnati in politica. È indubbio, infatti, che è delicatissimo il “crinale” su cui si muove chi prova a fare politica cercando di tener fede a un quadro di valori di riferimento.
È stata, per me, particolarmente illuminante, a tal proposito, la lettura di un articolo di Marco Ivaldo - già Presidente Nazionale della F.U.C.I., nonché dei laureati cattolici - su Il Regno Attualità del 15 febbraio 2007. Definire, infatti, alcuni valori – o elementi etico-antropologici – “non negoziabili”, significa asserire che non possono essere oggetto di “negotium”, cioè di “scambio”, di “contrattazione politica”. Ma una cospicua parte della politica – sottolinea, opportunamente, Ivaldo – è, precisamente, “negotium”, ovvero contrattazione in vista della costruzione di un consenso su misure che permettano un equo soddisfacimento degli interessi in gioco. Devo, cioè, ammettere – se ha un senso il concetto di “bene comune” – che, appunto in uno “spazio comune” che Lazzati chiamava la “città dell’ uomo”, oltre a me, anche agli altri vada attribuito il diritto di partecipare alla vita sociale, permeandola dei valori in cui si riconoscono. Ciò esige, piaccia o dispiaccia, una “negoziazione”. Occorre, infatti, rintracciare una “via media” tra l’imposizione in tutto lo “spazio comune politico” di una sola concezione di valori e una frammentazione libertaria. Occorre provare a realizzare il riconoscimento in alcuni valori che “accomunano” – è la cosiddetta “ coesione sociale” – piuttosto che frammentarsi in “isole” in cui ciascuno si coltivi i propri valori. In tal senso, la parola chiave è proprio “mediazione”. Mediazione che parte sempre, ovviamente, da una “posizione originaria”. Solo delle “buone mediazioni” consentono al cristiano di fare politica senza condannarsi, da un lato al tradimento dei propri valori, dall’altro all’inefficacia.
Per un cristiano – sottolinea sempre Ivaldo – i principi e i valori elaborati nella dottrina sociale della Chiesa sono quello che Maritain definiva il “firmamento teologico”, ma l’ attività politica inizia quando gli stessi vengono “impegnati” nella situazione concreta e contingente. Fare il “massimo possibile” esclude sia il minimalismo, sia il massimalismo, in rapporto ai valori da cui “muove” il proprio agire politico. In società pluralistiche, sul piano delle “visioni del mondo” e degli “stili di vita”, assumersi la “responsabilità” di fare politica “da cittadini cristiani”, richiede, a mio giudizio, una necessaria, quanto salutare, “apertura al dialogo”.
Chiudo, come fa Ivaldo, citando un bel testo, scritto a quattro mani, da Luigi Franco Pizzolato e Filippo Pizzolato (Invito alla politica, edito da “Vita e Pensiero”, Milano 2003). I due autori, per altro padre e figlio, distinguono con efficacia tra “compromesso” e “mediazione”. Nella pratica del “compromesso” un contraente concede all’altro di realizzare una parte del suo disegno, a patto che il secondo conceda al primo di realizzare una parte del proprio; qui i valori reciproci non vengono posti in comunicazione: ogni parte tende, semplicemente, a conservare il proprio patrimonio identitario. Nella pratica della “mediazione”, invece, muovendo dai propri valori di riferimento, si cerca d’ individuare un “complesso valoriale” che possa divenire “terreno” di “comune riconoscimento”. Ebbene, penso che la “mediazione”, aiutando la “coesione interna a una comunità” ed evitandone ogni possibile forma di “lacerazione”, aiuti, in buona sostanza, a irrobustire una “democrazia”. Mi sono permesso – con tutta l’ umiltà e la sobrietà con cui mi approccio a tali fondamentali questioni – di proporre la presente riflessione specie a coloro che, in differenti schieramenti, si confrontano, magari in concomitanza con una fase “elettorale”, professandosi cattolici politicamente impegnati. Credo, davvero, che occorrano misura e delicatezza reciproche.

Antonio Agazzi
Consigliere Comunale di Crema

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l'Opinione
28 Ottobre 2005, Lettere & Commenti

Cosa ha fatto di buono il governo Berlusconi

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La Provincia di Cremona
15 Luglio 2006, Rubrica Lettere al Direttore

Intervento a favore dei pendolari sulla tratta Crema-Milano

Egregio Direttore,
unisco la mia testimonianza di pendolare "provato" a quella, assolutamente veritiera e puntuale, del Sig. Marco Degli Angeli.
Nella lettera, pubblicata ieri (14.07.2006) dal Vostro giornale, dal titolo "San Donato-Crema. Autobus con sauna inclusa", il Sig. Degli Angeli segnalava, precisando gli orari delle corse "incriminate", la persistenza, da parte della Società "Adda Trasporti", nell' utilizzare, in piena estate, autobus privi di aria condizionata, nonostante le periodiche rassicurazioni aziendali e politico-amministrative in merito all' acquisizione di nuovi e moderni autobus.
Al riguardo, mi permetto di rivolgere un appello pressante agli amministratori provinciali, specie al Presidente On. Torchio e al Suo Vice Agostino Alloni: non lasciate cadere nel vuoto le segnalazioni dei cittadini-utenti; intervenite con decisione presso i dirigenti di "Adda Trasporti", perchè si modifichi davvero uno stato di cose assolutamente inaccettabile.

Cordiali saluti,

Antonio Agazzi
Consigliere comunale di Forza Italia a Crema (CR)


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Lettera aperta al Sindaco Ceravolo

Caserma dei Vigili del Fuoco di Crema: ora che c' è il progetto, portiamo la relativa proposta di delibera al vaglio del Consiglio Comunale cittadino

Preg.mo Sig. Sindaco,
l'allarme rilanciato in questi giorni dalle rappresentanze sindacali dei Vigili del Fuoco di Crema, in merito ai problemi strutturali e di organico che rischiano di pregiudicare l'adeguatezza del servizio e, in prospettiva, la stessa sopravvivenza del distaccamento di Crema, è stato anche veicolato, a livello parlamentare e governativo, da un' opportuna iniziativa dell' On. Cinzia Fontana e sta incontrando il coinvolgimento e la solidarietà di tanti cittadini. Che anche il sottoscritto consideri irrinunciabile la permanenza e il potenziamento di tale servizio al nostro territorio credo sia documentato dalle ripetute interrogazioni che Le ho rivolto in questi anni, nonchè dalla mozione che ho portato all'approvazione - per altro unanime - da parte del Consiglio Comunale cittadino.
Ricordo, in particolare, quest' ultimo dato, per rispondere alla richiesta da Lei formulata, all' indirizzo delle minoranze, di collaborare al varo del progetto di nuova Caserma, nel momento in cui lo stesso sarà presentato all' attenzione del Consiglio Comunale di Crema.
La incoraggio, quindi, a non dilazionare la decisione in merito alla realizzazione della nuova Caserma dei Vigili del Fuoco di Crema, sottoponendola al vaglio del Consiglio Comunale in carica, non appena riterrà di aver acquisito le necessarie garanzie dal Ministero dell'Interno, più che dall' opposizione consiliare cittadina.


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